Critico

Sono un fan di . Ho letto alcuni suoi libri (non tutti), lo seguo spesso in tv, e infatti ho seguito tutta l’intervista da Fazio. Sono fan suo, e di Daniele Luttazzi, e dei Guzzanti. Mi piacciono le voci critiche, e odio il consociativismo strisciante del potere che legittima se stesso.

Renato Schifani non mi piace. Come disse Luttazzi, sembra una di quelle cose nere che escono da sotto un sasso quando gli tiri un calcio. Odiavo il suo ruolo di portavoce di , e anche il modo di interpretare il suo ruolo, quel suo ripetere la velina del centrodestra, una nenia sempre uguale in tutti i tg - “la criminalità avanza”, “le tasse strangolano il Paese”. Fastidio fisico.

Epperò, non si può dire che Schifani era socio di due mafiosi, tralasciando distrattamente il fatto che la condanna, l’accertamento della delinquenza sia giunta 18 anni dopo la frequentazione. E dico di più: non si può appendere un uomo alle sue amicizie, neppure nella martoriata Sicilia, neppure se sono mafiose. Bisogna rimanere vigili, e magari, come fanno Travaglio, Gomez, , servire “caffè” perché tutti rimangano svegli; ma non si può gridare perennemente al lupo, perchè persino le coscienze più attente piano piano si stancano. Mi torna in mente la frase di Nanni Moretti a Jasmine Trinca ne “Il Caimano”: si è già detto tutto di , il Paese conosce Berlusconi (e Schifani, e Previti, e Dell’Utri). Se lo vota, non lo fa certo perchè gli si è nascosta la verità. Nella migliore delle ipotesi, lo vota nonostante lo conosca, perché ritiene che le sue colpe siano inferiori ai meriti, oppure inferiori a quelle della sua controparte. Nella peggiore (e più frequente), lo vota perché vorrebbe essere come lui. In ogni caso, non lo vota certo per ignoranza.

Non sono diventato conciliante, e non me ne frega niente se, come sento dire ora, l’attacco di ieri è di ostacolo al dialogo tra e , anche perché temo che il punto di incontro tra PDL e PD, la sintesi possibile tra Berlusconi e la sua copia (relativamente) giovane, possa essere solo il mantenimento dell’esistente. Tipo i 300 milioni di euro tolti alla ricerca scientifica per mantenere in vita Alitalia: preferisco la rissa, se questo è il risultato del dialogo. Non sono le conseguenze dell’attacco a preoccuparmi, ma è proprio l’attacco a non convincermi. C’erano tante cose da dire, e Travaglio ha scelto quella sbagliata. Peccato, speriamo solo ci sia un’altra volta per correggersi. Perché di voci critiche c’è sempre bisogno, anche se Schifani-presidente-del-Senato insegna che paga di più leggere le veline: un altro esempio di meritocrazia all’italiana.

Tutto è powered by Goooooogle…

…anche l’ultimo progetto al quale sto lavorando (e di cui, appena troverò il tempo, scriverò qualcosa sul blog).
Ma vi siete mai chiesti cos’è che fa funzionare Google? Ecco una possibile risposta…

Phishing: ero a pesca di polli (e non lo sapevo)

Avete presente quelle simpatiche mail che vi dicono “controllo della password del tuo conto online” e vi invitano a cliccare su un link che porta a una pagina simile (o in certi casi proprio uguale) a quella della vostra banca? Ecco, potrebbe esservene arrivata una che portava a un mio server!

La tecnica si chiama ““, variante di “fishing” che letteralmente significa “pescare“: andare a pesca di polli che non notino che l’indirizzo sul quale sono finiti è una cosa del tipo “www.bancoposta.it.altrodominio.it” e inseriscano la propria password in una pagina di questo sito criminale. Naturalmente, grazie alla conoscenza della password, il conto sarà rapidamente svuotato dai galantuomini che hanno organizzato il raggiro.

Tutti ne sono vittime “passive”, ma la soluzione è semplice: basta non cliccare sul link contenuto nella mail.
Io, da oggi, posso dire di essere stato vittima “attiva”. Si è trattato di un attacco a uno dei miei server (per i tecnici, la procedura è stata quella di modificare un record sul mio in modo che un finto sottodominio puntasse verso un server diverso). Quanto all’autore, so solo che è stato un russo (la famosa mafia russa le cui tecniche di e phishing sono state narrate anche nell’episodio 22 della seconda stagione della serie TV “” dei fratelli Scott) a sferrare l’attacco.

Il risultato? L’indirizzo IP del mio server è blacklisted su un noto servizio anti-spam (usato anche da molti provider italiani) e quindi mi sarà impossibile inviare posta per un giorno o due. Inoltre ho passato un sabato sera alla ricerca di informazioni su come proteggermi in futuro. In compenso, avrò un buon argomento di conversazione per un mese o due: per qualche ora sono stato un criminale involontario… ;-)

[UPDATE: sono ancora sotto attacco, come la gentilissima Polizia Postale di Bari mi ha appena fatto notare con una telefonata sul cellulare. Le tecniche, oltretutto, si fanno sempre più raffinate (ora il bas****o ha anche modificato il file del record del BIND in modo che non possa essere riscritto nemmeno da root). Uff, che fatica vivere in questo (tecnologico) mondo di ladri... ]

Per chi suona la campana

Sapete cos’è “Il Campanile”? E’ il quotidiano dell’UDEUR, il partito di cui è segretario Clemente Mastella. Perchè me ne interesso?

Breve riassunto: fonda un nuovo partito a Milano in piazza San Babila, durante un comizio, in diretta dal predellino della sua Mercedes blindata, aprendo alla società civile (in realtà, sperando di fregare voti agli alleati più riottosi, AN e UDC). Con ciò annunciando lo scioglimento di Forza Italia:

“‘ - ha aggiunto - si scioglierà dentro questa nuova formazione.”

(Siccome citare il Cavaliere è sempre un esercizio rischioso, questa è un’ANSA del 18 novembre).

Qualche ora fa, la retromarcia:

“Io non avevo detto che avremmo sciolto Forza Italia. Me lo avevano chiesto e io avevo risposto: forse, potrebbe anche essere”

Idem: ANSA del 28 novembre.

Tornando al Campanile, stamani esce con un titolo che riassume tutto in cinque parole: “Berlusconi cambia idea. Ma va?

Take the best, and forget the rest.

La menzogna e l’arroganza del potere

Ho fatto passare più di 24 ore prima di lasciare che il fiume di pensieri, che mi ha attraversato la mente dopo l’uccisione di , riempisse questo post. Ma ho fatto male.

C’è una sorta di ostinazione perversa nel negare la realtà. Basta leggere l’agenzia ANSA:

Scontri tra tifosi su A1, 1 morto - Raggiunto da colpo di pistola, non chiara la dinamica - (ANSA) - AREZZO, 11 NOV - Una persona e’ morta dopo uno scontro tra tifosi in un’area di servizio lungo l’A1, nel territorio di Arezzo. Secondo le prime informazioni la vittima sarebbe un tifoso laziale. Non e’ ancora chiara la dinamica di quanto accaduto. Secondo quanto emerso la vittima sarebbe stata raggiunta da un colpo di pistola. Tutto e’ avvenuto nell’area di servizio di Badia al Pino dove si sarebbero scontrati tifosi della Lazio e della Juventus. E’ intervenuta la polizia.

Di due medici che si litigano un parcheggio in centro scriverebbero mai “rissa tra medici”?

La devastazione di Roma e Milano, gli assalti alle stazioni di polizia compiuti dagli domenica pomeriggio, la follia delle violenze agli operatori dell’informazione non sono “terrorismo“, l’aggravante contestata dalla procura ai facinorosi arrestati ieri. E’ invece ribellione a chi, nella migliore delle ipotesi, vede il mondo da dietro un paio di lenti inspessite dal pregiudizio; nella peggiore, tenta di far indossare quegli stessi occhiali al popolo frescone.

Chi mi conosce, conosce anche la mia moderazione. Ma moderazione non significa tacere la verità. Soltanto una cattiva coscienza può fingere di ignorare che l’ semplicemente interpreta in maniera rozza e violenta un sentimento comune della gente: l’esasperazione verso chi detiene la forza e, con il simulacro della legge, amministra la giustizia con la prepotenza.

La gente è stufa. E’ stufa dell’Italia in cui si può pagare un giudice e comprare una sentenza, andare in Senato da ministro in carica a dire che era solo evasione fiscale, stare in Parlamento altri dieci anni, e non fare un giorno di prigione. E’ stufa di sentirsi raccontare che quella sentenza fu comprata con i soldi di qualcuno che non ne sapeva niente e non ne ha guadagnato nulla. E’ stufa delle stragi senza mandanti né esecutori, stufa degli indulti per i colletti bianchi. Stufa di essere presa per stupida.

E soprattutto, è stufa dell’Italia in cui le cose non cambiano mai. Nel 1971, la Corte di Cassazione condannò a 2 anni e a 10 mesi di carcere rispettivamente, i due ingegneri ritenuti responsabili dell’ di - ops - 2000 (duemila) persone, assolvendo un’altra decina di accusati (ovvero, naturalmente, i “pezzi grossi” della SADE, la Società costruttrice della diga del Vajont).
Omicidio colposo è l’accusa contestata a un poliziotto che spara da un autogrill a quello opposto, ad altezza d’uomo. Non importa la gravità, non importa il gesto, quel che importa è la categoria: il potere santifica e assolve se stesso..
che incendia i cassonetti? Terrorista.
? “Colpevole” solo di un , l’errore di mira tra lo sparare in aria, o a un finestrino di un’auto ferma.
Ingegnere? “Colpevole” di non aver sgomberato il paese, ma non di aver scavato troppo la montagna e ucciso per avidità: basta un’oretta di carcere a cadavere, se la categoria è quella giusta.

La gente è stufa dell’arroganza del potere, a qualsiasi livello. Il questore che convoca una conferenza stampa negando ai giornalisti la facoltà di porre domande è solo un ennesimo esempio di stupida arroganza del potere. Ma il potere non vede, reso miope dalla propria arroganza. Incita i benpensanti allo sdegno verso i teppisti, senza capire che a furia di mentire, sempre più gente si sente teppista, pur di non essere come il potente arrogante.

Flickr

Flickr

Alla fine, un account su l’ho aperto anch’io.

La scusa è che ho voglia di giocare con le API, naturalmente.
Naturalmente, non intendo né quelle che volano e pungono, né la mia amica Chiara. ;-)

Voi commentate, commentate, qualcosa resterà (intendo “commentate le foto”, non questo post inutile).

Inquietanti scoperte

Decisamente devo formattare il pc.
Ho appena scoperto di avere 2,12GB di dati salvati sul desktop.
Oh my.

(In)giustizia

Questo video è diventato famoso soprattutto per gli ultimi due minuti circa (strepitosi nella loro amara comicità).

Vale però assolutamente la pena di guardarlo tutto e di pensare a quale credibilità abbia chi oggi, a sinistra come a destra, si stracci le vesti (e magari indìca pubbliche manifestazioni di piazza, come ha fatto Alleanza Nazionale a Roma pochi giorni fa) sul problema della sicurezza: se quanto detto vale per un cittadino italiano, provate a immaginare i pensieri che albergano la mente di un extracomunitario, magari irregolare con niente da perdere, che abbia la tentazione di delinquere…

Intanto, il voto sul c.d. “pacchetto sicurezza” del viene rimandato. Rebus sic stantibus.

Technorati tag: , , , .

Buone notizie

La prima, non indifferente, è che sono vivo. Lo so, è passato un sacco di tempo dal mio ultimo post, e magari qualcuno si è chiesto se ancora respirassi o se fossi finito sotto tre metri di terra (anzi, “six feet under”). E’ che lavoro, x vivere, soprattutto adesso che ho responsibilità economiche più pressanti. ;-)

Dunque, i miei affezionati 15 lettori mi perdoneranno se, in realtà, anche stavolta non ho molto da dire, se non che sono finalmente online i due nuovi siti di Fondazione Università IULM, che tanto tempo hanno sottratto alla mia attività di blogger (dis-) impegnato.

Dopo aver lavorato tutta l’estate, avrei davvero voglia di una vacanza, ma non ho i soldi, e se anche li avessi, li spenderei per l’unica cosa che ancora manca alla nuova casa, ovvero un TV LCD a cui collegare HTPC, Wii, lettore DVD-DivX, decoder digitale terrestre e, ammesso e non concesso che riusciamo a trovare un antennista, decoder di Sky. Chiaramente, si accettano donazioni anche anonime, sul mio conto svizzero, pardon, di Campione.

A proposito di Sky, l’altra buona notizia è che il 3 novembre torna su un canale non-Sky (naturalmente, non Mediaset e nemmeno Rai, si tratta de La7, seconda serata). Ora davvero l’ è superato. Peccato solo che nel frattempo Chirlo sia finito in Australia. Uno spettatore in meno.

Daniele e la ribellione generazionale

Fascio littorioLa notizia non è esattamente tale, nel senso che è tutto fuorché nuova, ma l’ho appresa dal Magazine del Corriere della Sera della scorsa settimana, dunque è tale per me.
Dall’intervista di Valerio Zincone a , scopro che questi (insieme alla sua compagna, l’attrice Simona Cavallari) ha nominato i due figli rispettivamente Pablo Alberto (Silvestri) e Santiago Ramon (Silvestri). Ora, Daniele, sei innamorato di Cuba, e sta bene; hai scritto “Cohiba”, e sta bene. Io impazzisco per la maggior parte dei tuoi testi, canticchio “Il mio nemico” ogni volta che posso per darmi la carica, e dunque non prenderla male per queste mie parole, ma cazzo, sei italiano!, e così i tuoi figli.
E speriamo che non crescano con la tipica ribellione generazionale che discende dall’aver subìto scelte fatte per te da altri, perchè altrimenti ce li ritroveremo a capo della sezione romana di Forza Nuova, e sarà difficile rimproverare loro qualcosa.