Il (doppio) paradosso dei senatori a vita

Berlusconi, 20 maggio 2006, alla votazione sulla fiducia al neo-costituito governo Prodi al Senato, parlò così dei senatori a vita:

“I senatori a vita hanno fatto qualcosa che era profondamente immorale secondo la coscienza della nostra parte politica.”

Come spesso gli capita, è incoerente, visto che tanto immorale non gli sembrò nel 1994, quando proprio tre senatori a vita permisero al suo primo governo, sempre al Senato, di ottenere la fiducia e venire così alla luce. Ma almeno coerente a distanza di pochi mesi. Ieri infatti

“Il Gruppo Forza Italia ha fatto proprio il ddl n. 681, di modifica dell’articolo 59 della Costituzione, in materia di esercizio del diritto di voto da parte dei senatori a vita.”

(fonte: senato.it)

Si tratta di evitare che i senatori a vita votino, adesso che votano per l’altra parte. Il motivo, secondo le parole di Renato Schifani, è che

“non hanno un mandato elettorale da parte dei cittadini”.

La spiegazione però è paradossale, per due motivi.

Il primo è palese: sta nell’istituzione stessa del senatore a vita la mancanza del mandato elettorale. “A vita” significa proprio che la sua partecipazione alla vita politica non dipende dall’esito delle quinquennali consultazioni elettorali, ma che il suo diritto sta o nell’essere stato scelto come Presidente della Repubblica (normalmente) dai 2/3 del Parlamento, o nell’essere dallo stesso Presidente della Repubblica nominato, in ragione di meriti sociali o culturali ampiamente riconosciuti dalla stragrande maggioranza degli italiani, come nel caso del premio Nobel Rita Levi Montalcini.

Il secondo paradosso è meno autoevidente, ma forse ancor più decisivo. Nella nuova legge elettorale, il mandato parlamentare è assegnato al partito, non al parlamentare. Il partito fa le liste, l’elettorato vota il partito. Tra la senatrice Levi Montalcini e il senatore Schifani, tra il senatore Carlo Azeglio Ciampi e il senatore Previti, chi ha una maggiore legittimazione popolare? Facciamo un sondaggio, di quelli che a Forza Italia piacciono tanto?

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Il partito della spesa

Franco Giordano, due giorni fa:

“No, non è questa la politica dell’Unione, non è questa la politica di Rifondazione comunista. Le pensioni le abbiamo tenute fuori dalla legge finanziaria, perché non è materia da cui far cassa. Ciò vale per l’oggi e vale per il domani. Su questa materia la partita si riapre dall’aumento delle pensioni minime, [...] e dall’abbattimento di quel famoso scalone [...] che crea una disparità inaccettabile tra lavoratori.”

(fonte: il sito di Rifondazione Comunista, che cita a sua volta l’articolo di Liberazione)

Nel caso voleste una traduzione dal politichese all’italiano, significa che finché si tratta di aumentare indiscriminatamente lo stipendio agli Statali, finché si tratta di assumere altri insegnanti in uno dei Paesi OCSE col miglior rapporto insegnanti/studenti, finché insomma si tratta di spendere, Rifondazione comunista ci sta. Quando si tratta di risparmiare, invece, “non è la politica di Rifondazione comunista” (sic).

Nello specifico, a chi interessa se l’INPS perde soldi che non ha? L’importante è aumentare le pensioni minime, in modo che tra un po’ quel minimo non esista più per nessuno. E già che ci siamo, abbattiamo anche lo scalone, perchè se abbiamo pagato e stiamo pagando troppi soldi a qualcuno (troppi perchè il sistema regga e non collassi), mica possiamo negarli a qualcun altro… altrimenti, si crea una “disparità” (piccola) tra sessantacinquenni e sessantatrenni… (importa loro qualcosa della disparità enorme tra sessantatrenni e ventenni? Sembrerebbe di no)

Ieri ho mangiato salmone… dite che il mio oggi si offende se mi accontento di un hamburger? Forse è una disparità inaccettabile

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Comunisti o mafiosi?

Berlusconi, due giorni fa: “Siamo purtroppo l’unico Paese occidentale che ha un governo di cui sono magna parte i comunisti“.

E io che pensavo che fossimo l’unico Paese occidentale che ha avuto (non semplicemente al governo, bensì) a capo del governo un affiliato alla Loggia P2, con accertate frequentazioni mafiose, condanne per corruzione, oltre a svariate prescrizioni ottenute modificando le leggi per abbreviarne i termini… che ingenuo che ero, il problema sono i comunisti!

Disgustorama.

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Non avrai altro Dio al di fuori… del web?

Il web development è un mestiere duro, non ha orari, molto spesso ti tiene sveglio nottate intere… ma arriva un momento in cui è proprio Internet in persona a dirti: “è ora di smettere!”

Google-ads teologico

Come l’ho capito? Ho visto questo google-ads

Forse è questo il vero “web 2.0” di cui tutti parlano… la Terra Promessa… la Salvezza…

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Bug in Firefox 2.0

Lavorando su un menu creato con tag li, ho scoperto che Firefox 2.0 gestisce diversamente le unordered list a seconda che il codice venga indentato oppure no. Il bug nasce da un elemento img reso float a destra.

Di seguito trovate due screenshots della differente resa, la prima con codice indentato, la seconda con il codice dell’intera lista (tag ul) scritto su un sola riga. Per il resto, il codice è naturalmente lo stesso.

La soluzione che ho trovato, almeno per ora, è assegnare una larghezza esplicita al tag li.


I found a bug in Firefox 2.0, that renders float images in li tags differently belong to code-indentation: look at these two screenshots, the first one with indented ul and li tags, the second one with all tags (ul and li) in the same line of code.

A solution I found about this issue is to assign explicit width in li tag.

 

Firefox 2.0 float indent bug

Firefox 2.0 bug floated image in li tag with no width

Di seguito il codice che ho usato, XHTML 1.0 Strict con tanto di DOCTYPE che manda il browser in Standard Compliant Mode.

<!DOCTYPE html PUBLIC “-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN” “http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd;
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FireFox 2.0 Bug
</title>
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Free Hugs in Milan

Di solito, quando ti dicono “è gratis”, c’è la fregatura.

Non al “Free Hugs Day“, ovvero la Giornata degli Abbracci gratis. Inutile dire paperogiallo e Mirtilla c’erano, con tanto di cartelli per informare dell’evento la popolazione milanese (diffidente, di quella tipica diffidenza lombarda stile Cuccia, “cammino e mi faccio gli affari miei”). Una sola semplice “regola”: abbracciare quante più persone riesci, vincendo la tua timidezza e l’altrui ritrosia, per regalare un sorriso, un momento di “pace” (quella vera!), appunto un abbraccio.

A tutti voi che non c’eravate, in attesa di altre foto e video che certamente invaderanno il web tra qualche ora, racconto della sposa giapponese (o cinese, chissà) che nonostante il codazzo di gialli parenti al seguito viene “placcata” e “costretta” a partecipare… dei poliziotti incerti tra la voglia di abbracci e il “mi spiace, sono di servizio”… della temeraria che voleva abbracciare persino gli ausiliari della sosta… del punk ubriaco che, dopo l’abbraccio, è stato cinque minuti a chiedersi, bottiglia di whiskey in mano, se per caso non avesse esagerato con l’alcool… l’elenco di momenti esilaranti di questa strana giornata potrebbe continuare, ma preferisco invitarvi a partecipare al prossimo evento, che si dice sia previsto per l’antivigilia del prossimo natale…

Una sposa giapponese partecipa al 'Free Hugs Day' paperogiallo al 'Free Hugs Day' Mirtilla al 'Free Hugs Day'

Appuntamento al 23 dicembre, allora!

andrà distrutto l’archivio di Piazza Fontana?

Leggo sul Corriere della Sera che le prove del processo per la strage di Piazza Fontana sono destinate a consumarsi per l’effetto del tempo. Serve digitalizzarle. Il Ministero della Giustizia del precedente Governo ha stanziato 50.000 euro, ma non bastano. Ne servono altri 35.000. Naturalmente, i commenti scandalizzati sul Paese che non riesce a conservare la sua Memoria Storica si sprecano. Tutto molto giusto. Però…

 Però dal 1969, anno della strage, centinaia di giornalisti e decine di scrittori e storici, hanno usato quelle prove per pubblicare i loro articoli sui quotidiani e i loro libri e le loro trasmissioni televisive. Guadagnando denaro e fama, sicuramente meritati. Non si trovano proprio, tra questi, 35 rappresentanti della nostra cultura (da Camilla Cederna a Daniele Biachessi, a Carlo Lucarelli, a Marco Paolini) disposti a “ricambiare”, e a donare 1000 euro ciascuno, per salvare un pezzo della Storia d’Italia? Perchè mi viene da pensare che, se non lo si fa coi loro soldi, non vedo perchè dovrebbero farlo coi miei di contribuente. E in ogni caso, io contribuisco con (una frazione infinitesimale de) i 50.000 euro stanziati da Castelli. Loro non se la sentono di fare qualcosa in più di me? E allora non facciano i Soloni scandalizzati, almeno.

Dieci (pessimi) motivi per questo blog

Ecco i miei 10 (pessimi) motivi per giustificare, anzitutto a me stesso, l’esistenza di questo blog

  1. Mirtilla doveva avere un link
  2. Sto aiutando Ripper a modificare il tema del suo blog, e devo fare test
  3. Un cliente potrebbe chiedermi di installare un blog, sto facendo pratica
  4. Questo dominio è stato senza contenuti per troppo tempo
  5. I miei amici lontani potrebbero trovare il tempo di leggere i post e potremmo sentirci più vicini
  6. Finalmente posso smettere di sproloquiare di politica sul forum di webbasket
  7. Ogni tanto faccio belle foto, e non ho un account Flickr dove pubblicarle

Ok, ne ho trovati sette… cominciamo bene…