Daniele e la ribellione generazionale

Fascio littorioLa notizia non è esattamente tale, nel senso che è tutto fuorché nuova, ma l’ho appresa dal Magazine del Corriere della Sera della scorsa settimana, dunque è tale per me.
Dall’intervista di Valerio Zincone a , scopro che questi (insieme alla sua compagna, l’attrice Simona Cavallari) ha nominato i due figli rispettivamente Pablo Alberto (Silvestri) e Santiago Ramon (Silvestri). Ora, Daniele, sei innamorato di Cuba, e sta bene; hai scritto “Cohiba”, e sta bene. Io impazzisco per la maggior parte dei tuoi testi, canticchio “Il mio nemico” ogni volta che posso per darmi la carica, e dunque non prenderla male per queste mie parole, ma cazzo, sei italiano!, e così i tuoi figli.
E speriamo che non crescano con la tipica ribellione generazionale che discende dall’aver subìto scelte fatte per te da altri, perchè altrimenti ce li ritroveremo a capo della sezione romana di Forza Nuova, e sarà difficile rimproverare loro qualcosa.

Innocenti evasioni

La verità sulla vicenda -, con ogni probabilità, non la conosceremo mai. Personalmente, pur essendo al mondo da meno di 30 anni, ho sviluppato quell’automatica, e così italica, predisposizione al pensar male che c’azzecca, al “chissà quanto marcio c’è dietro”.
Né mi impedisce minimamente di sentire, di quel marcio, il puzzo, sapere che, in precedenza, i supposti scandali compiuti dal centrosinistra fossero supportati dalle testimonianze di personaggi come e . Insomma, la faccio facile: io credo al generale Speciale, credo cioè che le pressioni ci siano state. Che poi queste siano indebite, o legittime da parte di chi come Visco aveva “delega alla Guardia di Finanza”, mi interessa relativamente. Perchè allo stesso modo, non credo proprio che qualcuno possa diventare capo della Guardia di Finanza senza esercitare lo stesso, o diverso, tipo di pressioni, o magari senza subirle, senza per questo andare a protestare - con una piccola amnesia lunga un anno - sui taccuini di tutti i quotidiani italiani.
In definitiva, trovo che sia difficile trovare eroi in questa storia, e non me ne meraviglio: la piccola storia quotidiana della politica italiana non è adatta a far da trama a un film con Bruce Willis o Denzel Washington. Per questo, se le reticenze del non sono spettacolo edificante, l’atteggiamento del è piuttosto comico: , che ora si aggrappa alla fune di un generale della per usarla per impiccarci il , è quello stesso che, nell’ordine: assumeva come dirigenti delle proprie società i finanzieri che facevano controlli alle sue aziende, negava di avere società off-shore giurando sulla testa dei figli, inneggiava, una volta scoperta All Iberian, alla legittimità delle società off-shore stesse, dichiarando che “servono a pagare meno tasse”. Dopo aver provato il presidente operaio, Berlusconi amico della Guardia di Finanza è l’alternativa per la quale dovremmo tornare a votare? Speriamo che l’estate sia lunga e calda: mai come questa volta, è meglio disertare le urne e andare al mare.