Ho fatto passare più di 24 ore prima di lasciare che il fiume di pensieri, che mi ha attraversato la mente dopo l’uccisione di Gabriele Sandri, riempisse questo post. Ma ho fatto male.
C’è una sorta di ostinazione perversa nel negare la realtà. Basta leggere l’agenzia ANSA:
Scontri tra tifosi su A1, 1 morto - Raggiunto da colpo di pistola, non chiara la dinamica - (ANSA) - AREZZO, 11 NOV - Una persona e’ morta dopo uno scontro tra tifosi in un’area di servizio lungo l’A1, nel territorio di Arezzo. Secondo le prime informazioni la vittima sarebbe un tifoso laziale. Non e’ ancora chiara la dinamica di quanto accaduto. Secondo quanto emerso la vittima sarebbe stata raggiunta da un colpo di pistola. Tutto e’ avvenuto nell’area di servizio di Badia al Pino dove si sarebbero scontrati tifosi della Lazio e della Juventus. E’ intervenuta la polizia.
Di due medici che si litigano un parcheggio in centro scriverebbero mai “rissa tra medici”?
La devastazione di Roma e Milano, gli assalti alle stazioni di polizia compiuti dagli ultras domenica pomeriggio, la follia delle violenze agli operatori dell’informazione non sono “terrorismo“, l’aggravante contestata dalla procura ai facinorosi arrestati ieri. E’ invece ribellione a chi, nella migliore delle ipotesi, vede il mondo da dietro un paio di lenti inspessite dal pregiudizio; nella peggiore, tenta di far indossare quegli stessi occhiali al popolo frescone.
Chi mi conosce, conosce anche la mia moderazione. Ma moderazione non significa tacere la verità. Soltanto una cattiva coscienza può fingere di ignorare che l’ultrà semplicemente interpreta in maniera rozza e violenta un sentimento comune della gente: l’esasperazione verso chi detiene la forza e, con il simulacro della legge, amministra la giustizia con la prepotenza.
La gente è stufa. E’ stufa dell’Italia in cui si può pagare un giudice e comprare una sentenza, andare in Senato da ministro in carica a dire che era solo evasione fiscale, stare in Parlamento altri dieci anni, e non fare un giorno di prigione. E’ stufa di sentirsi raccontare che quella sentenza fu comprata con i soldi di qualcuno che non ne sapeva niente e non ne ha guadagnato nulla. E’ stufa delle stragi senza mandanti né esecutori, stufa degli indulti per i colletti bianchi. Stufa di essere presa per stupida.
E soprattutto, è stufa dell’Italia in cui le cose non cambiano mai. Nel 1971, la Corte di Cassazione condannò a 2 anni e a 10 mesi di carcere rispettivamente, i due ingegneri ritenuti responsabili dell’omicidio colposo di - ops - 2000 (duemila) persone, assolvendo un’altra decina di accusati (ovvero, naturalmente, i “pezzi grossi” della SADE, la Società costruttrice della diga del Vajont).
Omicidio colposo è l’accusa contestata a un poliziotto che spara da un autogrill a quello opposto, ad altezza d’uomo. Non importa la gravità, non importa il gesto, quel che importa è la categoria: il potere santifica e assolve se stesso..
Tifoso che incendia i cassonetti? Terrorista.
Poliziotto? “Colpevole” solo di un tragico errore, l’errore di mira tra lo sparare in aria, o a un finestrino di un’auto ferma.
Ingegnere? “Colpevole” di non aver sgomberato il paese, ma non di aver scavato troppo la montagna e ucciso per avidità: basta un’oretta di carcere a cadavere, se la categoria è quella giusta.
La gente è stufa dell’arroganza del potere, a qualsiasi livello. Il questore che convoca una conferenza stampa negando ai giornalisti la facoltà di porre domande è solo un ennesimo esempio di stupida arroganza del potere. Ma il potere non vede, reso miope dalla propria arroganza. Incita i benpensanti allo sdegno verso i teppisti, senza capire che a furia di mentire, sempre più gente si sente teppista, pur di non essere come il potente arrogante.