Buon compleanno

…a me. :)

Beyond the red carpet

Sto per morire davanti alla TV, ma quanto dura ’sta Notte degli ?
La battuta più bella, tanto per aggiornare il post precedente, è della conduttrice Ellen DeGeneres. Consegnata una scenografia (”casualmente” sotto mano) a Martin Scorsese, gli spiega che è “un mix tra “Quei Bravi Ragazzi” e “Una mamma per amica”“. In generale, la conduzione è un po’ fiacca.

Cosa resta?
Il primo Oscar per , miglior regia per The Departed, è salutato da una standing ovation (la sola per una statuetta “normale”, non alla carriera), e dalle parole del regista appena salito sul palco: “Per favore, controllate di nuovo il nome della busta!“. si aggiudica anche la statuetta per miglior film, miglior montaggio, migliore sceneggiatura non originale.
La grande sfida per il premio di migliore attrice protagonista va a , straordinaria regina d’Inghilterra in The Queen, ma Judy Dench e Meryl Streep sono state degne duellanti.
Miglior attore protagonista è Forest Whitaker per L’ultimo re di Scozia.
Le statuette per migliori attori non protagonisti sono assegnate rispettivamente a Alan Arkin in (che vince anche il premio per la migliore sceneggiatura originale) e a in (che porta a casa il miglior mixing audio, ma riesce nell’incredibile obiettivo di mancare il premio sia come migliore colonna sonora, sia soprattutto come migliore canzone, nonostante avesse con tre diversi brani tre nominations su cinque!)

I messicani? Tre statuette per Pan’s Labyrinth, mentre è Babel il grande sconfitto: solo il premio per la migliore colonna sonora. E pensare che e il suo polpettone ambientalista ne portano a casa due (miglior documentario e, a sorpresa, miglior canzone)!

Strepitoso : parlando italiano con la traduzione simultanea di Clint Eastwood, spiega che l’Oscar è “un punto di partenza“. A 78 anni. Chapeau.

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La notte degli Oscar? Ti porta tua moglie…

La più bella frase che ho sentito (finora) alla Notte degli Oscar? L’ha detta la moglie di John Lassiter, il regista del cartoon Cars della Pixar.
Alla domanda “è difficile fare la moglie di cotanto marito?” ha risposto:

Dietro ogni grande uomo c’è una donna che lo porta in macchina alla Notte degli Oscar.

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Free Hugs Day, la giornata degli abbracci gratis: il video

Tra tutti i video che hanno testimoniato la giornata degli abbracci gratis (o Free Hugs Day, se siete anglofoni) a Milano il 12 novembre scorso (ne avevo parlato in questo post), indovinate perchè ho scelto questo? ;-)

Il ragazzo inquadrato per primo è davvero un figo, e ha un bellissimo cartello, non trovate? :-D

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Free Hugs in Milan

Di solito, quando ti dicono “è gratis”, c’è la fregatura.

Non al “Free Hugs Day“, ovvero la Giornata degli Abbracci gratis. Inutile dire paperogiallo e Mirtilla c’erano, con tanto di cartelli per informare dell’evento la popolazione milanese (diffidente, di quella tipica diffidenza lombarda stile Cuccia, “cammino e mi faccio gli affari miei”). Una sola semplice “regola”: abbracciare quante più persone riesci, vincendo la tua timidezza e l’altrui ritrosia, per regalare un sorriso, un momento di “pace” (quella vera!), appunto un abbraccio.

A tutti voi che non c’eravate, in attesa di altre foto e video che certamente invaderanno il web tra qualche ora, racconto della sposa giapponese (o cinese, chissà) che nonostante il codazzo di gialli parenti al seguito viene “placcata” e “costretta” a partecipare… dei poliziotti incerti tra la voglia di abbracci e il “mi spiace, sono di servizio”… della temeraria che voleva abbracciare persino gli ausiliari della sosta… del punk ubriaco che, dopo l’abbraccio, è stato cinque minuti a chiedersi, bottiglia di whiskey in mano, se per caso non avesse esagerato con l’alcool… l’elenco di momenti esilaranti di questa strana giornata potrebbe continuare, ma preferisco invitarvi a partecipare al prossimo evento, che si dice sia previsto per l’antivigilia del prossimo natale…

Una sposa giapponese partecipa al 'Free Hugs Day' paperogiallo al 'Free Hugs Day' Mirtilla al 'Free Hugs Day'

Appuntamento al 23 dicembre, allora!

Dieci (pessimi) motivi per questo blog

Ecco i miei 10 (pessimi) motivi per giustificare, anzitutto a me stesso, l’esistenza di questo blog

  1. Mirtilla doveva avere un link
  2. Sto aiutando Ripper a modificare il tema del suo blog, e devo fare test
  3. Un cliente potrebbe chiedermi di installare un blog, sto facendo pratica
  4. Questo dominio è stato senza contenuti per troppo tempo
  5. I miei amici lontani potrebbero trovare il tempo di leggere i post e potremmo sentirci più vicini
  6. Finalmente posso smettere di sproloquiare di politica sul forum di webbasket
  7. Ogni tanto faccio belle foto, e non ho un account Flickr dove pubblicarle

Ok, ne ho trovati sette… cominciamo bene…