Portavoce

Transessuali giapponesiDice stamani il Ministro degli Esteri Massimo , nella sua relazione sulla liberazione di : “I talebani liberati erano di modesta pericolosità: non dei combattenti, bensì dei portavoce.

Beh, ma prima di liberarli, si sono chiesti se a l’offerta di transessuali sia adeguata? :D

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Prima del Di.co., proviamo col Pen.so.

I vescovi sono contro i e il loro nuovo li paragona a incesto e pedofilia. Ma quantomeno il discorso di Angelo Bagnasco è articolato e possiede una propria logica, mentre spaventa il meccanismo mentale con cui sull’argomento ragiona l’ex Presidente del Senato , che pure fa il filosofo e un po’ abituato a ragionare dovrebbe essere. Provo a riassumerlo, e se vi sembra che cause e effetti siano confusi, non preoccupatevi: è proprio così. Ascoltare per credere, Radio24 dispone di un bel servizio podcast.

Marcello PeraDice Pera: “E’ vero che i Di.Co. esistono in tutti i Paesi europei, ma questa è la prova che siamo di fronte a una deriva etica“. Che mi ero perso, a furia di scrivere funzioni in PHP. E che si sono persi i milioni di abitanti dei Paesi europei di cui sopra, evidentemente. Ma non sfugge a Pera: che occhio! Però ora sono più tranquillo: non siamo noi italiani che siamo rimasti indietro, è l’intera Europa che fugge avanti, alla deriva.

Sui diritti, poi, spiega che un conto sono i diritti individuali in senso proprio, altro conto sono quelli riconosciuti all’individuo in quanto facente parte di una coppia. Dimenticandosi di precisare che la sola coppia, nella sua visione, è quella eterosessuale e sposata. Le altre coppie? Semplicemente non esistono, nella mente di Pera. Tanto è vero che immediatamente dopo si sente in dovere di precisare che non esiste il diritto alla reversibilità della pensione “di un mio caro amico“. La possibilità che il “caro amico” sia un compagno nel senso affettivo e sessuale del termine nemmeno lo sfiora.

DICO SI Bloggers love freedom Il meglio del Pera-pensiero però arriva dopo una ventina di minuti. Interviene un ascoltatore in diretta, rappresentante di commercio che fa 80.000 km all’anno, obiettando che la sua compagna, che non può sposare perchè in attesa di divorzio, non avrebbe la reversibilità della pensione se lui oggi morisse, magari in un incidente stradale. Ma la soluzione c’è, argomenta Pera: sposatevi. Oggi non potete perchè lei è separata? C’è una soluzione anche per questo: per favore, non schiantarti in auto oggi, aspetta prima di sposarla. Fa il filosofo, lui. E insiste, scaldandosi (per quanto si possa scaldare uno come Pera): “Sono diritti della coppia!“.

E chi è coppia e chi no, lo decide lui. Mica la coppia. Loro pensino a morire il giorno giusto!

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Riforma tu che a me mi scappa da ridere

Dev’essere il nome, che porta con sé eccessive aspettative: come “Ministro per le riforme”, uno si aspetta un innovatore.
Il dicastero l’ha istituito il secondo governo Berlusconi, e l’ha subito affidato a uno che di riforme se ne intende, Umberto Bossi. Uno che si è inventato il culto celtico, guardando al futuro.

Ieri, ci ha pensato il successore, Nicolais, a svuotare di significato una norma di vera innovazione contenuta nell’ultima Legge Finanziaria, che aveva fissato il limite di 272.000 euro annui alle retribuzioni dei dirigenti pubblici esterni e dei consulenti di ministeri e società pubbliche non quotate. Con un’apposita circolare interpretativa, Nicolais prima spiega che non si applica alla Rai, in quanto turba il mercato e la concorrenza; poi che “non riguarda quelle prestazioni di opera professionale in senso tecnico che, oltre a essere caratterizzate dal carattere assolutamente occasionale della prestazione, sono talvolta, altresì, connotate, quanto al compenso, dall’applicazione di tariffe predeterminate nell’ambito dei vari ordinamenti delle professioni (es. incarichi di progettazione, richiesta di pareri legali o attività defensionale in giudizio), sicché la nuova disciplina non riguarda queste ipotesi ed il corrispettivo di questi incarichi rimane regolato dal codice civile e dalla rispettive discipline di settore”.

Quindi in sostanza non si applica. Ora la Rai è di nuovo libera di pagare milioni di euro alle star invitate al Festival di Sanremo per i soliti dieci minuti di apparizione. E i ministeri possono continuare a mortificare le competenze interne e a scialacquare milioni di euro in consulenze esterne non strapagate, ma stra-strapagate, visto che non dovranno nemmeno rispettare il limite dei 272.000 euro.

Forse dovevano chiamarlo “Ministro della ControRiforma“. Avremmo capito meglio.

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Prodi si dimette, e adesso?

Ecco, stasera sì che sono veramente incazzato.
Si è dimesso Romano Prodi, per colpa dei soliti irriducibili che vivono negli anni ‘50 e pensano che il Paese possa andare avanti nonostante i loro capricci. Allargare la base di Vicenza oppure no costerà all’Italia milioni di euro, per vuoto istituzionale e (forse) per i costi di nuove elezioni. La nostra credibilità torna ai minimi storici: il governo di centro-sinistra è durato meno di anno. Come al solito, come la prima repubblica, come la penultima legislatura, quella del Prodi-D’Alema-D’AlemaBis-Amato. Il solito Paese di pulcinella, in cui pagano i cittadini. Ho già visto che l’elettore medio di centro-destra esulta. Normalmente farebbe caso ai costi della sua gioia, ma tanto paga Pantalone (cioè lui stesso); e poi, da quando c’è Berlusconi, ogni elezione, ogni passaggio parlamentare è come vedere una partita di calcio, no?, e allora pazienza se ci sono i Rolex agli arbitri, i passaporti falsi, le tangenti, lo sperpero di denaro, l’importante è esultare per un gol o per la cartina di Emilio Fede che tornerà azzurra a breve.

Sì, e adesso?

Ci aspetta un nuovo governo di centro-sinistra senza maggioranza? Un governo più di centro e meno di sinistra, dentro l’UDC e fuori i Comunisti Italiani e i Verdi, così da affossare i Di.co. e non pensare troppo a quelli che soffrono negli ospedali e preferiscono morire? Andare a votare con questa legge elettorale, che favorisce i partiti uccidendo la meritocrazia, che ci riporta ai tempi del C.A.F.?

Scegliete voi, io mi sono rotto le palle di starci dietro. Fate quello che volete. Ci eravamo conquistati quella piccola libertà di votare una persona, e ce l’hanno tolta, ora le persone da mandare in Parlamento le scelgono lorsignori. Ci eravamo tolti lo sfizio di far capire a Berlusconi che la Cirielli non era il nostro primo pensiero, mandandolo a casa a riflettere, ed è durata quel che è durata. Ora io non ho più voglia.

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Matarrese: il vero erede di Berlusconi

MatarresePrima dice che “gli esaltati e gli irresponsabili” sono quelli che vogliono fermare il campionato (mica quelli che tirano i sassi e le bombe carta, o quelli che ti spiegano in diretta tv come si costruiscono), e che “i morti sono parte del sistema”. Poi, a frittata fatta, rettifica: “sono stato frainteso”. E’ Antonio Matarrese, l’ennesimo riciclato di questa povera Italia. Vi ricorda qualcuno?

Qualcuno che diceva che i magistrati sono “antropologicamente diversi” dal resto del genere umano perchè “fare i giudici
è da disturbati mentali”
, che la cultura occidentale è superiore a quella islamica, che “esportare la democrazia implica anche che possa rendersi necessaria una modifica al diritto internazionale sulla sovranità inviolabile degli Stati” (il diritto di invasione, stile Hitler in Polonia), che “Sheva è il cagnolino di sua moglie”, e via andare? Salvo poi ritrattare il giorno dopo, naturalmente. Berlusconi

Il centrodestra ha finalmente risolto il problema della leadership. Altro che Fini. L’erede di Berlusconi è Matarrese.

Fuori dallo scherzo, la cosa veramente agghiacciante delle dichiarazioni di Matarrese, che trovate su Repubblica e in audio su RadioCapital, è aver sostenuto che “il calcio è un’industria che paga i suoi prezzi”. A me sembra che il prezzo lo abbia pagato un poliziotto. E il prezzo per quel prezzo erano 1400 euro al mese. Per morire allo stadio. Forse l’ho frainteso anch’io.

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L’immagine del “libro” (davvero geniale) l’ha creata Maus

C’erano una volta i carabinieri…

…ma da qualche tempo a questo parte, si suol dire “hai sentito l’ultima su Volontè?”

Volontè Luca: trattasi dell’ex portaborse di Rocco Buttiglione, e basterebbe ciò a qualificarlo. Sta nel partito dell’ex portaborse di Amintore Fanfani, on. Casini, cattolicissimo moralista divorziato e convivente con figlio fuori dal matrimonio che spiega al popolo italiano, un giorno sì e il giorno dopo anche, che i Pacs fanno male alla società (ma non a lui, evidentemente).

Il Volontè Luca, dicevamo, è uno che fa della pacatezza e della misura le sue caratteristiche peculiari. Ha definito l’anestesista Mario Riccio (quello che ha compiuto il gesto di pietà di spegnere il respiratore artificiale a Piergiorgio Welby) “un assassino che deve finire in prigione” e il suo gesto “un omicidio che grida vendetta agli occhi di Dio”. E’ di questi giorni la notizia (notizia in un Paese come l’Italia, non in assoluto) che Riccio è stato assolto dalla Commissione disciplinare dell’Ordine dei medici di Cremona con tre motivazioni di lampante evidenza: “non c’è stata eutanasia, non si è violato il codice deontologico, si è rispettata l’inviolabilità della libertà personale”.

L’ultima su Volontè non è proprio l’ultima, ma la citiamo perchè aiuta a inquadrare il personaggio. La trovate sul sito del Tempo, se non credete (giustamente) ai vostri occhi leggendola qui. Un potente j’accuse a Standa, Oviesse, Ikea e Rinascente. Perchè? Perchè non vendono presepi!

La decisione (di non vendere presepi, Ndr) è il risultato di una vergognosa colonizzazione. È l’ennesima prova di un relativismo laicista che spiana la strada all’estremismo islamico. Ikea, Rinascente, Standa e Oviesse che hanno fatto la stessa scelta, hanno ancora tempo per ripensarci. Nel frattempo i consumatori sappiano che in queste grandi aziende si acquista anche l’eutanasia culturale del Paese.

Ecco chi aiuta (“spiana la strada a”) i terroristi: l’Ikea! Ditelo ad Amato, ministro dell’Interno. Sarà felice di aver finalmente individuato la testa di ponte in Occidente di Osama Bin Laden. Chiaro il pensiero di Volontè? Ci stanno colonizzando, altrimenti venderebbero presepi. Poi magari nessuno li comprerebbe (ci sarà un motivo se non li vendono, no?), ma intanto sarebbero lì, a ricordarci che il Natale è la festa del Signore. Dal Min.cul.pop al CentroCommerciale.cul.pop. Potenza della modernità.

Io vorrei tanto che qualcuno venisse qui a commentare e mi dicesse “io ho votato Volontè, e la penso come lui”. Darei un anno di vita per conoscerne uno e poterci parlare.

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Volevo solo vendere la pizza

Volevo solo vendere la pizza - CopertinaC’è un ritratto del nostro Paese che vale più di mille statistiche. Lo trovate in “Volevo solo vendere la pizza“, storia di un giornalista pavese, Luigi Furini, che decide, a 50 anni, di provare a cambiare vita e di investire i suoi risparmi in una piccola attività commerciale, un buco di 20mq, una semplice pizzeria take away. Ne esce un viaggio infernale tra la burocrazia malata di un’Italia dove tutto è normato, regolamentato, disciplinato. Dove un’attività è “a rischio chimico” perchè possiede dei detersivi. E dove non puoi licenziare un lavoratore in (finta) malattia che scopri in giro a fare shopping, perchè il sindacato e il giudice del lavoro ti spiegano che l’averlo fotografato nel suo giro per negozi ha “leso la sua privacy”. Anche questa è politica, o almeno dovrebbe esserlo. Anche questa è l’economia di un Paese. Dove stiamo andando? E soprattutto, c’è un modo per cambiare rotta?

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Due miliardi e duecentocinquantanove milioni di dollari

1.359.000.000 (ovvero un miliardo trecentocinquantanove milioni) di dollari è quanto abbiamo già speso.
900.000.000 (novecento milioni) di dollari è quanto abbiamo previsto di spendere ancora. Per chi ragiona in lire, sono circa tremilaquattrocento miliardi.

F35, il futuro caccia bombardiere italianoPer cosa? Per il J.S.F., Joint Strike Fighter, cioè il Consorzio, a guida ovviamente U.S.A., per la costruzione del caccia bombardiere del futuro, l’F35. Le cifre sopra riportate sono solo il contributo dell’Italia al Consorzio.

Chi lo ha deciso? Il governo D’Alema nel ‘98, il governo Berlusconi, ora il governo Prodi.

La prossima volta che i politici mi diranno che mancano i soldi per fare qualcosa, cercherò di restare serio.

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Funerali

Funerali Pinochet

Hai ucciso o fatto sparire 3.000 (tremila) persone? Ne hai torturate 35.000 (trentacinquemila)? Aspetta, ti apriamo il portone della cattedrale. Porta pure i tuoi amici, stanno bene in chiesa.

Hai deciso di porre fine alla tua vita, dopo 40 anni di atroci sofferenze? Spiacente, la tua piccola parrocchia, quella dove - da buon cristiano - andavi a messa, non ti ospiterà.

Firmato: la Chiesa Cattolica.

Quando succederà, crematemi e buttatemi in mare.

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Tra diritto e politica, il caso Welby

Se leggerete, come vi invito a fare, le ultime tre pagine della sentenza con cui il giudice Angela Salvio ha deciso sul caso Welby, potreste avere una delle sensazioni che ho avuto io: rabbia, disgusto, pelle d’oca (ok, sono un papero, magari questa è normale)

Può affermarsi che il divieto di accanimento terapeutico è un principio solidamente basato sui principi costituzionali di tutela della dignità della persona [...] esso tuttavia sul piano dell’attuazione pratica del corrispondente diritto del paziente a “esigere” e a “pretendere” che sia cessata una determinata attività medica di mantenimento in vita [...] lascia il posto alla interpretazione soggettiva e alla discrezionalità [...]

perchè i concetti sui cui dovrebbe basarsi la valutazione di accanimento terapeutico sono

indeterminati e appartegono a un campo non ancora regolato dal diritto [...] i principi sono incerti e evanescenti, manca una definizione condivisa e accettata dei concetti di “futilità” del trattamento, di quando l’insistere con trattamenti di sostegno vitale sia ingiustificato o sproporzionato [...]

A me vengono due domande.

  • Qual è il grado di civiltà di un Paese che non si è dotato di un corpo organico di norme tali da evitare l’interpretazione soggettiva, la discrezionalità, l’inderteminatezza su temi come la vita e la morte? A cosa serve la politica, il Parlamento? A discutere di quale gabinetto debba accogliere gli escrementi di un suo membro? O a dare tutela a quello che riconosce (in Costituzione!) un diritto?
  • Di fronte a questa indeterminatezza, com’è possibile che l’interpretazione soggettiva “che conta” sia quella del medico, e non quella del paziente?

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