Due miliardi e duecentocinquantanove milioni di dollari
1.359.000.000 (ovvero un miliardo trecentocinquantanove milioni) di dollari è quanto abbiamo già speso.
900.000.000 (novecento milioni) di dollari è quanto abbiamo previsto di spendere ancora. Per chi ragiona in lire, sono circa tremilaquattrocento miliardi.
Per cosa? Per il J.S.F., Joint Strike Fighter, cioè il Consorzio, a guida ovviamente U.S.A., per la costruzione del caccia bombardiere del futuro, l’F35. Le cifre sopra riportate sono solo il contributo dell’Italia al Consorzio.
Chi lo ha deciso? Il governo D’Alema nel ‘98, il governo Berlusconi, ora il governo Prodi.
La prossima volta che i politici mi diranno che mancano i soldi per fare qualcosa, cercherò di restare serio.
Technorati tag: spesa militare, F35, Prodi, Berlusconi, D’Alema
tuccio14
on Jan 24 replies:Nella fase di sviluppo e di produzione a basso rateo del Joint Strike Fighter (JSF) l’industria aerospaziale italiana si è aggiudicata contratti per 800 milioni di dollari contro 320 garantiti e 590 ritenuti probabili nella lettera d’intenti di tre anni prima. Nella fase di produzione la cifra potrebbe essere di 7,2 miliardi di dollari, oltre il doppio dei 3,2 miliardi stimati inizialmente e comunque un buon ritorno sul miliardo di dollari investito come partner di livello II della fase di sviluppo. Questo, in estrema sintesi, dal punto di vista di Lockheed-Martin il valore del programma F-35 per l’Italia, in un momento particolarmente adatto in considerazione del recente roll-out del caccia e della prossima fase Product Sustain Follow-on Development (PSFD).
Prima di parlare informati.
paperogiallo
on Jan 25 replies:Ecco, la parola chiave del tuo commento (cmq benvenuto) è “dal punto di vista di Lockheed-Martin”. Diverso è quello dei Paesi coinvolti, tanto che “diversi uffici delle Corti dei Conti dei paesi coinvolti nel finanziamento hanno iniziato un monitoraggio per impedire che il progetto vada fuori controllo.” (fonte: RaiNews24)
Staremo a vedere…